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Parole in Giapponese
Il Karate può essere ingannevole. Anche se pratichi da molto tempo sei sicuro di aver compreso il vero significato della terminologia giapponese?
Proprio come la medicina ha il latino e la matematica ha i numeri, il karate ha il giapponese.
Se capiamo la terminologia del karate, possiamo impararlo o insegnarlo in maniera ottimale.
Ecco in significato di alcune parole più comunemente utilizzate.
#1: Uke
Significato frainteso: “Bloccare.”
Significato reale: “Ricevere.”
Spiegazione: La parola“uke” deriva dalla parola giapponese“ukeru”, che significa “ricevere”.
Ma per qualche ragione il mondo occidentale ha interpretato questo come “bloccare”.
Per me, questo è l’opposto di ricevere! Ciò è sfavorevole per il tuo progresso nel karate e non riflette l’intento originale delle mosse di difesa del karate.
Se sposti la tua mentalità da “bloccare” a “ricevere”, la tua intera percezione di come applicare il Karate contro un avversario più grande o più forte cambierà. Adesso farai più affidamento sulla tecnica e meno sulla forza bruta.
#2: Ki
Significato frainteso: “Super poteri magici.”
Significato reale: “Energia.”
Spiegazione: Il concetto di “ki” (pronuncia “chi” o “qi” in Cinese) ha ottenuto una cattiva reputazione da quando i ciarlatani dei McDojo hanno cominciato a usarlo come una scusa per fare il lavaggio del cervello agli studenti, facendo credere loro di avere abilità marziali supernaturali – come il KO senza contatto.
Ma non è niente di nuovo. “Ki” – o “energia” come lo chiamiamo in italiano – è ciò di cui è fatta la vita. Scorre costantemente attraverso il tuo corpo, l’ambiente circostante, il vento, l’acqua, la terra e il sole.
Secondo le leggi della fisica, non puoi crearlo o distruggerlo, puoi solo trasferirlo ad altri oggetti o convertirlo in forme diverse (energia cinetica, energia potenziale, energia termica, energia elettrica ecc …). Noi umani lo abbiamo coltivato sin da quando siamo stati sulla terra.
Credo che il “Ki” sia una cosa meravigliosa – sopratutto quando lo manifesti usando i movimenti del corpo nel karate.
Dopotutto il Karate non è altro che una gestione efficiente dell’energia.
#3: Sensei
Significato frainteso: “Maestro di Karate.”
Significato reale:: “Uno che nella vita ha cominciato prima.”
Spiegazione: La parola “sensei” è composta da due parti:
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La prima è “sen”, che significa “prima”.
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La seconda è “sei”, che significa “vita”.
In altre parole, un “sensei” è qualcuno che ti precede nel cammino della vita. Ecco perché un sensei non è semplicemente una persona che ti insegna le tecniche di karate.
Un sensei è il tuo mentore. Il tuo allenatore di vita.
Il tuo sensei può aiutarti a colmare il divario tra auto-protezione e auto-perfezione.
Perché alla fine, la via del Karate è la via della Vita.
Il tuo sensei lo sa, perché ha percorso lui stesso il percorso ed è pronto a guidarti nel viaggio.
#4: Bunkai
Significato frainteso: “Applicazione pratica del kata.”
Significato reale: “Scomporre.”
Spiegazione: Molti praticanti di Karate, incluso me, amano usare le tecniche dei kata per autodifesa.
(Dopotutto, questo era il loro intento originale.)
Di solito chiamiamo questo aspetto dell’allenamento del Karate “bunkai“.
Ma in realtà, “bunkai” significa “smontare” – non “applicazione pratica del kata”.
Il “Bunkai” è in realtà solo il primo passo pratico per applicare il kata per l’autodifesa.
Dopo aver “scomposto” il kata, è necessario analizzare i pezzi e rimetterli insieme nel giusto contesto. L’ho delineato nel mio popolare articolo intitolato “The Bunkai Blueprint.”
Per la maggior parte delle persone, sembra che la parola “bunkai” rappresenti l’intero processo.
Ecco perché anche io uso la parola “bunkai” in questo modo, anche se so che è scorretto. Dopotutto, lo scopo della terminologia è comunicare – non dimostrare un punto.
#5: Dojo
Significato frainteso: “Palestra di karate.”
Significato reale: “Il luogo della Via.”
Spiegazione: Molti maestri insegnano il Karate in palestre, studi di danza, centri comunitari o altri luoghi non dedicati esclusivamente al Karate.
Ma… non importa dove insegni/impari il Karate, quel posto è il tuo “dojo“.
(Questo vale per tutte le arti marziali giapponesi tradizionali.)
E la parola “dojo” è più profonda di quanto la maggior parte della gente pensa:
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“Do” significa “Via”
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“Jo” significa “Luogo”.
In altre parole, un “dojo” è un luogo in cui intraprendi il viaggio verso la scoperta di te stesso, attraverso gli allenamenti del Karate.
Il “dojo” è un luogo in cui sei guidato sulla Via, da qualcuno che è “venuto prima” (= “sensei“), usando il Karate come strumento per trasmettere le conoscenze necessarie per innescare il progresso personale.
Il Dojo non è una semplice “palestra di karate”.
#6: Geri
Significato frainteso: “Calcio.”
Significato reale: “Diarrea.”
Spiegazione: Potresti aver ricontrollato qualche volta per vedere se hai letto bene.
Ma è vero!
Il Giapponese è una buffa lingua…
Se vuoi dire “calcio”, si pronuncia “keri”.
Ma se ci metti un’altra parola davanti (come “mawashi”, “mae”, “yoko” ecc.) lo cambia in “-geri”.
Guarda:
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“Keri” = “Calcio”
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“Mawashi-geri” = “Calcio Circolare”
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“Mae-geri” = “Calcio Frontale”
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“Yoko-geri” = “Calcio Laterale”
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“Geri” = “Diarrea”
Naturalmente questo non è un problema quando scrivi in giapponese, perché è scritto con un diverso ideogramma Sino-Giapponese (noto come “kanji”).
Ma se non scrivi in giapponese, dovresti imparare la differenza tra “keri” e “geri”.
#7: Kiai
Spiegazione: “Grido di battaglia.”
Significato frainteso: “Energia unificata.”
Significato reale: A volte sembra che la gente faccia il “kiai” per il gusto di urlare.
Ma “kiai” non è urlare. Non si tratta di esercitare le corde vocali.
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“Ki” letteralmente significa “energia” (come abbiamo detto al #2).
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“Ai” letteralmente significa“unificare“.
Questo ci aiuta a spiegare quale sia il vero scopo del kiai:
Raccogliere tutta l’energia del tua mente, corpo e tecnica (“shin-gi-tai”), in un momento culminante di una frazione di secondo.
Per alcuni, il kiai è solamente un “grido di battaglia”. E va bene. Io onestamente penso che la gente abbia bisogno di urlare molto di più nella vita quotidiana.
#8: Rei
Significato frainteso: “Inchino.” (Il saluto del karate)
Significato reale: “Rispetto.”
Spiegazione: Il Karate racchiude molte delle usanze e della cultura Giapponese.
Una delle cose più importanti è l’inchino – conosciuto comunemente come “rei”.
La parola “rei” deriva dalla parola giapponese “reigi”, che significa “rispetto, cortesia, educazione”.
Ma l’inchino sembra aver perso la maggior parte del suo intento di rispetto oggigiorno, specialmente quando guardi chi compete nel kumite. Sembra più un misero cenno con il capo.
Il “rei” è parte integrante delle usanze del dojo. È una manifestazione fisica della tua gratitudine a chi ti aiuta lungo la Via.
Ecco perché ci inchiniamo sia al dojo sia alle persone che ci stanno dentro.
(Spesso diciamo anche “onegaishimasu” nello stesso momento.)
Senza rispetto non puoi progredire nel Karate.
Il Karate inizia e finisce con il saluto.
#9: Kumite
Significato frainteso: “Sparring/Combattere.”
Significato reale: “Mani intrecciate.”
Spiegazione: Il moderno concetto di “kumite” ha perso molto della sua essenza.
Quando guardi al modo in cui pratichiamo “kumite” oggi, sembra più un gioco che un combattimento.
Distante, a scatti e disconnesso.
Tuttavia nel Karate l’intento originale degli scambi di combattimento tra due persone era molto differente.
La parola “kumite” in realtà significa “impigliato” o “intrecciato” (“kumi”) + “mani” (“te”). Non “combattere”, “sparring” o “saltare in giro cercando di fare punti”.
Il concetto di impigliare/intrecciare le braccia con l’avversario dà l’impressione di essere ad una distanza molto più ravvicinata, non è vero?
È interessante notare che se osservi il modo in cui i vecchi maestri insegnavano Karate, spesso era a distanza ravvicinata. La combinazione di afferrare il tuo avversario mentre esegui dei colpi, calci, pugni, ginocchiate, gomitate, leve articolari e proiezioni era semplicemente molto più applicabile della nostra moderna interpretazione di “kumite”.
Ovviamente tutto ciò è cambiato quando il Karate si è modernizzato e abbiamo iniziato a gareggiare.
Quella che era una grande tecnica di combattimento ora può farti squalificare.
#10: Osu/Oss
Significato frainteso: “Ciao”, “salve”, “arrivederci”, “ok”, “grazie”, “mi scusi”, “hey laggiù”, “vieni qui”, “vai li”, “che succede”, “guardami”, “fai così”, “da quella parte”, “hai capito?”, “ho capito” e “allenati duramente”.
Significato reale: “Una rude e virile espressione culturale giapponese di cui moltissimi occidentali abusano.”
Spiegazione: quello di “Osu/Oss” è un argomento molto delicato.
Secondo, la corretta pronuncia è “Osu”. Ma poiché la “u” è muta, molte persone pensano che si pronunci “Oss”.
Terzo, non importa come lo vuoi pronunciare, devi capire che “Oss/Osu” in giapponese esprime una fortissima assertività, mascolinità e una filosofia “prendiamoli a calci in c**o”. Non è un’espressione da usare con leggerezza.
Ad esempio non dovresti mai dirlo ad un Giapponese a meno che non sia più giovane di te, di grado più basso, o non sia lui a volere che tu lo dica. E se sei una donna, non ditelo proprio. La società Giapponese è gerarchica e severa con le proprie usanze quando si tratta di linguaggio.
Questa espressione sembra essere diventata virale nel mondo delle arti marziali occidentali, incluse le comunità di BJJ (Brazilian Jiu-Jitsu) e MMA (Mixed Martial Arts).